lunedì 21 aprile 2008

IPOTESI....

Totoministri. Se l'istruzione toccasse a Formigoni…

Tra i nomi che compaiono sui giornali in questi giorni di trattative e
accordi in vista della formazione del nuovo governo c'e' anche quello
di Roberto Formigoni, attuale presidente della regione Lombardia ed
esponente di spicco di "Comunione e Liberazione", il movimento
ecclesiale creato da don Luigi Giussani. Per quale incarico?
Formigoni, giocando d'anticipo, ha fatto sapere di essere interessato
alla presidenza del Senato o a un ministero "pesante", quello degli
Esteri, incarichi per i quali pero' esistono altre candidature forti.
In quel caso, l'ipotesi piu' probabile e' che resti al Pirellone, alla
guida della Regione italiana piu' importante. Non e' pero' neanche da
escludere che dal puzzle combinatorio da cui scaturira' la nuova
squadra di governo esca alla fine per il ministero dell'istruzione
proprio il nome del governatore lombardo. Forse non si tratterebbe per
lui di una "prima scelta", ma va anche detto che con la
riunificazione dei due ministeri (MPI e MUR), e in un governo con soli
12 ministri, l'incarico acquisterebbe notevole peso. E potrebbe
interessare anche altri personaggi politici di prima grandezza come
Sandro Bondi, uno dei piu' stretti collaboratori di Silvio Berlusconi
in Forza Italia, un altro dei nomi che circolano sulla stampa in
questi giorni.
Certo, si tratta di un ministero difficile, con un budget imponente ma
rigido (fatto quasi tutto di stipendi), segnato da una storia di
riforme fallite e/o abrogate, con un elevato tasso di
sindacalizzazione e con una assoluta esigenza di rilancio strategico.
Ma proprio per questo bisognoso di una guida forte e autorevole,
capace di far valere le ragioni di medio-lungo periodo degli
investimenti in istruzione e ricerca sul tavolo spesso
"congiunturalista" del Ministero dell'Economia. E di allargare il
consenso politico alle riforme, come l'attuale governatore della
Lombardia ha mostrato di saper fare nella sua regione, dove la legge
regionale sull'istruzione e' passata con l'astensione dei consiglieri
DS e Margherita e il consenso dei sindacati, esclusa la sola CGIL.

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